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Attività in Kenia (2006)
















2001 - 20042005 , 2006, 2007

Riconoscimento

Il 15 dicembre 2005 siamo stati riconosciuti ufficialmente dal Governo del Kenya, come Organizzazione Non Governativa (NGO).

Questo fatto è importante, in quanto ci permette di essere attivi nel paese con dei progetti nei campi dell’educazione, della sanità, della formazione professionale, con il benestare e la collaborazione da parte delle autorità locali e di altre organizzazioni presenti in Kenya.

La nostra Organizzazione in Kenya si chiama

CHILDREN OF AFRICA ORGANISATION

Abbiamo provveduto alla nomina di un comitato responsabile in loco.

 

Presidente in Kenya: Margaret Cellier, già nostra collaboratrice , nazionalità Francese.

 

Tesoriere: Hugh Walters (direttore albergo Tamarind, Mombasa) , naz. Kenyana

 

Segretaria: Ruth Otieno infermiera presso l’ospedale di Mombasa, già nostra collaboratrice , naz. Kenyana

 

La Fondazione ora ha una sede ufficiale anche a Mombasa al seguente indirizzo:

Children of Africa Organisation
PO Box 34012
80118 Mombasa

Altri collaboratori in Kenya e loro compiti (tutti volontari)

Dr. Bakari medico locale. E’ incaricato di controllare regolarmente lo stato di salute dei nostri ragazzi e di aiutare le mamme a risolvere le loro problematiche legate alla sanità, all’igiene e alla prevenzione.

Jane Mwaka terapeuta e insegnante. Ha il compito di aiutare, nel corso di sessioni di terapia, le ragazze e le donne a superare traumi ed abusi subiti e ad affrontare la realtà in un modo più sereno e consapevole. Affronta, durante i suoi incontri, problemi legati alla sessualità.

Anthony collabora con Jane e svolge lo stesso lavoro con i ragazzi.


ATTIVITA’ A WAA

Il gruppo delle rescued girls è aumentato. Ora sono 32 le ragazze che sono ospitate presso la scuola di Waa, sfuggite a storie di abusi, violenze, matrimoni e gravidanze precocissime.

Tutte sono sostenute nella scuola primaria e secondaria dalla Fondazione.

Attraverso il lavoro terapeutico svolto con Jane, le ragazze ricuperano la dignità perduta, sfuggono a una condizione di marginalità.

Riescono a parlare delle loro tristissime storie.

Ognuna di loro è riuscita a raccontarsi e ad esternare il senso di vergogna, di umiliazione e di dolore che si portava dentro.

A febbraio il gruppo delle ragazze ha scelto una tra le loro “storie”, legata a problemi di abusi sessuali e al problema dell’AIDS.

Hanno messo in scena questa storia, l’hanno drammatizzata e raccontata ad altre ragazze di altre scuole.

Ad agosto avevano lavorato ad un altro caso, in cui il tema era quello dell’uso di droghe.

Era emozionante vederle esternare quello che avevano dentro, vederle capaci di parlarne con maggior serenità e consapevolezza, vederle alla ricerca di soluzioni meno dolorose.

Questo programma sta tutt’ora continuando.

E sono proprio loro che vogliamo inserire in una struttura migliore ed offrire loro la possibilità di imparare una professione.

Il centro che stiamo per costruire è per queste giovanissime.


ATTIVITA’ A UKUNDA

Con i bambini e i giovani

la novità di quest’anno è l’introduzione di sessioni di educazione al comportamento rivolte al gruppo delle bambine e al gruppo dei ragazzi che sosteniamo.

Abbiamo pensato che era necessario introdurre degli incontri, sotto la guida di una persona esperta e specializzata . Infatti tra i ragazzi del gruppo si stavano creando delle situazioni a rischio: alcune bambine erano state molestate da alcuni ragazzi. E’ quindi stato avviato un programma di educazione e prevenzione.

Le ragazze si riuniscono al sabato con Jane

Sei ragazzi tra i 15 e i 18 anni , sono stati seguiti nel corso di 6 incontri da un terapesuta (Antony).

I temi in discussione sono stati inizialmente quelli dell’AIDS, dell’ uso di droghe, degli abusi sessuali e della riproduzione.

I ragazzi si sono aperti molto con Antony e, avendo acquistato fiducia, hanno potuto affrontare liberamente la discussione su queste tematiche.

Dopo l’attività di gruppo, sono stati affrontati temi individuali , cercandone delle soluzioni.

Antony ha cercato con ogni ragazzo di mettere in luce il potenziale di ciascuno.

Nei ragazzi è cresciuta l’autostima e il lavoro è continuato per individuare anche ciò che ognuno di loro avrebbe potuto fare in futuro.

In pratica è stata svolta anche un’attività di orientamento professionale.

Gli incontri sono continuati oltre quelli previsti, vista la necessità.

 

 

Con le donne

A febbraio 2006 il gruppo di donne ci ha chiesto un prestito di 50.000 kes (allora 1000 fr) per poter aprire un piccolo negozio di alimentari per i “poveri”.

I normali negozi di generi alimentari sono infatti inaccessibili a chi vive in condizioni di grave povertà. Abbiamo concesso tale prestito.

Con l’aiuto di Karin, la nostra volontaria, si sono attivate ed hanno ampliato il già esistente locale in cui lavoravano.

Dato che queste donne erano analfabete abbiamo chiesto a Karin di insegnar loro a leggere e scrivere e fornire le conoscenze di base per fare qualche calcolo.

Tre di loro oggi sono in grado di svolgere queste attività in modo autonomo, le altre sono a livelli diversi, ma tutte hanno un’infarinatura minima, che permette loro di capire anche quello che i loro figli stanno imparando nei primi anni di scuola.

Il piccolo negozio ha potuto così aprire le porte. A metà maggio è stato acquistato un primo stock di merce, consistente in farina, fagioli, sapone, grasso per cucinare, spezie e le donne hanno iniziato la loro attività a tempo pieno.

Karin ha seguito molto quest’attività, soprattutto per quanto concerneva la registrazione dei conti nel libro di cassa.

Nel corso dei mesi successivi le donne hanno acquistato altri articoli, che venivano richiesti maggiormente dalla popolazione locale.

L’attività si è sviluppata ulteriormente.

Quando Karin ha lasciato il Kenya, le nostre donne erano ormai in grado di gestirsi da sole.

Inoltre hanno già restituito una parte del prestito.

 

Oltre a questa attività, sono sorte iniziative individuali.

Hanno deciso di istituire una cassa comune. Ogni settimana ognuna di loro versa una piccola somma stabilita da loro.

Alla fine di ogni mese, a turno, una di loro riceve l’intera somma che c’è in cassa.

Questa somma viene utilizzata per sviluppare attività personali.

Ad esempio una di loro ha utilizzato la somma per iscriversi ad un corso per imparare a produrre il sapone.

Oggi lei stessa lo produce e lo vende, a beneficio suo e della sua famiglia.

Altre hanno sviluppato iniziative quali vendita di patate fritte, di pannocchie di mais cotte, di carne secca di pescecane, di dolci o snacks.

Karin nel suo rapporto finale dice:

  • In my last months more and more women from the village asked me if it was possible for them to join this project, as they could see big progress from the group. Because of this and the determination of the mamas, I believe this project is successful.

Dietro alle capanne abbiamo iniziato a coltivare un piccolo orto. Il problema era comunque la carenza d’acqua per irrigare.

Abbiamo allora acquistato un tank per la raccolta dell’acqua piovana.

Ad agosto hanno raccolto i primi peperoni.


COSE DIVERSE

A febbraio abbiamo deciso di costruire delle nuove latrine per le “nostre” famiglie che vivono sul terreno dello showground di Ukunda.