Diario di viaggio...

Diario di viaggio...

Il nostro primo campo di conoscenza e animazione in Kenya è andato benissimo.
Emozionante, appagante e costruttivo… un’esperienza che, credo, i nostri volontari non dimenticheranno mai. Di seguito alcune loro brevi testimonianze.


Insomma, non potrai cambiargli la vita. Ma puoi dargli anche solo per 20 giorni, il riconoscimento al diritto di essere “solo dei bambini”. E magari, dico magari, insegnarli qualche principio, piantare qualche seme che un giorno, forse, crescerà.
Andrea


Mi stupisce ogni giorno di più questo modo, lineare, logico, scontato di conoscere il mondo che li circonda, dove ogni cosa è utile e ha una funzione ben precisa, e non ci sono mezze misure, e dubbi, e mi chiedo se non mi farebbe bene trasferirmi per un po in villaggio con mama, baba e figli per districare i mille dubbi esistenziali e le perenni indecisioni; imparando a godere di ciò che si ha, o ciò che si è! ma ovviamente le riflessioni su quello che accade qui, le relazioni che si instaurano, il modo di divertirsi con nulla, i rapporti tra madri e figli, il fare collettività, mi fa cadere molte credenze, mi fa aprire la mente attraverso i mille nuovi punti di vista e liberare da molti schemi rigidi in cui mi sentivo intrappolata.
Federica


Ho iniziato questo viaggio con la consapevolezza che non avrei potuto fare niente per loro, ma riparto con l’altrettanta consapevolezza che ho il dovere di non lasciare mai più scorrere via la mia vita. A me, che sono state date maggiori possibilità ho la responsabilità di vivere appieno ogni istante, assaporare ogni momento, lo devo a me ma soprattutto lo devo a loro.
Lisa


Partiamo per il villaggio, per andare a conoscere le ragazze che hanno frequentato la scuola “Mama Lorenza”. La prima cosa che mi ha sorpresa è stata l’accoglienza riservataci dalla prima di esse… emozionata e a tratti pure un po’ imbarazzata per la nostra presenza o forse per la nostra “curiosità”. Come sempre in questi villaggi respiro la vera Africa, quella fatta di persone sorridenti e all’apparenza felici e ancora una volta non riesco a non chiedermi come fanno ad essere così sereni anche se non sanno se e come riusciranno a mangiare il giorno dopo.
Marta


Tante riflessioni e occhi e orecchie ricettivi a comprendere una cultura differente senza schemi pregiudicanti, ma anche lasciarsi andare a stare in sorrisi e sguardi in cui ci si capisce pure essendo diversi.
Francesca P.


La mia Africa è la mia montagna russa emotiva preferita. In un attimo ti entra dentro il cuore con un’irriverenza che non so gestire e che mi fa commuovere e l’attimo dopo ti toglie tutto mettendoti di fronte al suo lato duro e triste.
Sara


…e mentre sono li che cerco di incollare la la stoffa sul cartoncino mi immagino quella cornice appesa nelle loro capanne, quelle capanne nel nulla più totale, su quella terra rossa stupenda che non riesco a togliermi dalla testa, i mezzo a quel verde fantastico e a quel cielo da sogno e un po’ mi commuovo perché mi passano per la testa mille ricordi, mille momenti passati con loro e anche mille domande a cui forse non saprò mai rispondere. Ma sono qui, nell’Africa di cui mi sono innamorata e ri-innamorata, quest’Africa di cui posso godere ancora per soli pochi giorni…stanca ma con il sorriso stampato sulla faccia e nel cuore!
Francesca M.

 

Complimenti a tutti i volontari e a coloro che hanno contribuito all’organizzazione! Asanteni sana!

Fiera del Fumetto!
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