Lori

Un’emozione che mi durerà una vita… Il caos, il caldo, il colore infuocato di una terra ricca di poveri e poi… il tuffarsi in una stretta stradina delineata dalla fitta vegetazione per arrivare ad un’oasi di pace: la scuola di Mama Lorenza’s Vocational Centre a Ukunda in Kenya. E qui… le voci calde, l’accoglienza, gli abbracci di Padre Angelo, di Jane e del suo staff e poi… i sorrisi senza fine delle care studentesse ospitate: questo è stato il mio ingresso all’edificio. Varcare la soglia della scuola è stato come entrare in una vallata svizzera per la cura del giardino e degli ampi spazi verdi coltivati, per le aule linde e ben tenute, dove le ragazze svolgevano con armonia le loro attività. Ogni locale della struttura mi si è presentato accogliente, pulito e funzionale. Lodevoli per capacità e cortesia la dirigente e la matrona che con rigore e attenzione sanno gestire l’edificio, garantirne la funzionalità degli spazi e soprattutto insegnare ed educare il personale e le ragazze con dolcezza e competenza. Ho personalmente sperimentato le capacità manuale ed artistiche delle allieve. Mi sono concessa una messa in piega ed è stata pari a quella della mia parrucchiera italiana, ma le manicure e pedicure sono state sicuramente superiori per la cura e l’originalità del disegno effettuato sulle mie unghie. E che dire delle attività di laboratorio tessile e sartoria?
I lavori sono ben cuciti, i materiali e i prodotti di buon gusto e design; quello che potevo acquistare (confacente col peso permesso in aereo) l’ho fatto, per far conoscere e sensibilizzare i miei conoscenti.

Un unico rammarico: il tempo a disposizione. Avendo meno di una settimana, ciò mi ha permesso di avere solo un assaggio delle loro abilità. Ma ho assaporato l’umiltà e la grandezza di tante persone che con immensa generosità hanno permesso il riscatto e la possibilità a tante giovani di avere una nuova opportunità di studio e di vita.
Un vivo ringraziamento a chi mi ha fatto conoscere questa realtà, a chi l’ha creata e a chi la sostiene. A tutti coloro che vogliono fare opere di bene, consiglio di affidarsi a questa fondazione con prodigalità perché gli aiuti arrivano direttamente alla scuola e vanno a coprire anche i bisogni alimentari di famiglie e ragazze madri che vivono in alloggi malsani e di estrema povertà.

Particolarmente toccante è stata la visita ai villaggi di Kilifi e la distribuzione degli alimenti alle donne presenti e ai loro bimbi. Giammai fui colpita dalla bellezza di tanti volti, ma che desolazione quegli occhi spenti al sorriso! Mai avrei pensato che i pochi chicchi di riso caduti sulla rossa terra, potessero essere raccolti e ridistribuiti tra i presenti in numero paritario. Certamente per loro, all’igiene, prevale il bisogno di potersi sfamare.
E allora, aiutiamo questa gente, fratelli nel nostro pianteta, a riprendersi il loro bel sorriso.

Lori

Padre Angelo Fantacci
Giorgio Pellandini

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