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In memoria di Lorenza

Lorenza Bernasconi, nasce a Lugano nel 1950. Sin da giovane si dedica all'educazione di giovani ragazzi, si diploma infatti alla magistrale di Locarno e inizia a lavorare come maestra alle scuole elementari.
Nel 2002, dopo un viaggio in Kenya, insieme ad un'amica, si rende conto di essere incapace ad essere indifferente di fronte a tanta povertà e decide di impegnarsi in un progetto umanitario fondando "Child to Child for Africa". Si dedica totalmente a questo progetto, divenendo anima e cuore della Fondazione e acquisendo affetto e fiducia del popolo keniota, tant'è che in continente africano viene chiamata Mama Lorenza. Più volte all'anno si reca personalmente in Kenya per seguire i progetti da vicino e, mentre è a Lugano, organizza cene di beneficenza, incontri informativi e bancarelle per la raccolta fondi.
Il 19 luglio 2010, durante un viaggio negli States accompagnata dal marito Gilberto, da uno dei figli e da amici, un incidente mortale la strappa da questo mondo e da un'esistenza che aveva ancora tanti progetti da compiere per la sua famiglia e per le sue opere benefiche in kenya.

Una donna, una moglie e una mamma superlativa e dal cuore dolce e generoso, che è stata punto di riferimento non solo per la sua famiglia in Svizzera, ma anche per gli abitanti di quella terra generosa che tanto amava e descriveva con affetto, la quale è diventata sin dal primo viaggio, parte di lei.

"Quando diciamo che l'ora della morte è incerta, rappresentiamo quell'ora come situata in uno spazio vago e lontano. Essa non ha per noi nessun rapporto con la giornata già iniziata. Per noi è impossibile che accada proprio questo pomeriggio in cui l'impiego di tutte le ore è già stato tutto ben definito" , scriveva Marcel Proust nel capolavoro "Alla ricerca del tempo perduto"

Lorenza Bernasconi, ispiratrice e anima della Fondazione "Child to Child for Africa" probabilmente non pensava alla sua morte nel pomeriggio del 19 luglio sulla Massachusetts Turnpike, autostrada che collega Boston a New York all'altezza della Città di Becket .

Oppure, se pensava all'ora della morte, la immaginava probabilmente relegata in una data remota e astratta, che non aveva nulla a che vedere con la bella giornata di meritata vacanza che stava vivendo in sella alla sua Honda BTM a tre ruote in compagnia del marito Gilberto e di amici.

Invece un incidente mortale verso le ore 15.30 locali l'ha strappata da questo mondo e da un'esistenza che aveva ancora tanti progetti da compiere per la sua famiglia e per le sue opere benefiche in Kenya.

"Morire è tremendo, ma l'idea di dover morire senza aver vissuto è insopportabile" ha affermato Erich Fromm nel suo saggio "Dalla parte dell'uomo".

Lorenza ha vissuto intensamente e ha iniziato un'opera umanitaria meravigliosa in Kenya.

Pensiamo in particolare:

  • alla Scuola professionale per ragazze che porterà il suo nome; la costruzione è quasi terminata, per cui l'attività di insegnamento comincerà all'inizio del prossimo anno, come da lei pianificato
  • alle ragazze di Waa, dove ci sono state affidate ragazze abusate, spose bambine o vittime di altre gravi violenze
  • ai bambini che aiutiamo nello "show ground" di Ukunda;
  • al progetto di microcredito.

Il Consiglio di fondazione e la famiglia hanno deciso di continuare tutte queste attività ed è già stata presa la decisione che al posto di Lorenza entreranno in Consiglio tre figli.

Oggi è il 26 agosto, ricorrenza del centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta e a questa figura meravigliosa associamo il ricordo di Lorenza con le parole da lei scritte nel Rapporto annuale 2009:

"In ciascuno di noi c'è un luogo al quale ci si sente di appartenere, a cui si è particolarmente legati perché il caso ha voluto così o per una serie di eventi che ti hanno portato lì. Per una qualche ragione io appartengo un po' all'Africa. Il mio amore per questo Paese è il sentimento dal quale nasce ogni piccolo progresso. È di questa terra generosa, anche se spesso difficile, che mi sento un po' figlia adottiva. Io cerco di guardare all'Africa per raccontarla e viverla per ciò che di più profondo essa sa offrire. In essa trovo il valore sacro dell'ospitalità. Trovo lo spirito di condivisione. Trovo l'importanza della collettività prima dell'individualità. Volti dell'Africa che ci invitano a riflettere su noi stessi e sul nostro modo occidentale d'essere e che ci fanno riscoprire la capacità di emozionarci di fronte all'esistenza e alle cose semplici".

Grazie Lorenza per averci fatto partecipare al miracolo della tua vita.

Presidente Prof. Giorgio Noseda

Fondazione Child to child for Africa, c.p. 354, CH-6965 Cadro
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